Burgio (Ag)

CENNI STORICI: Nonostante l’origine di Burgio si faccia risalire al periodo arabo, si ritiene che possa essere molto più antico. Nel suo territorio, infatti, si trovano due località che ancora oggi mostrano grande interesse archeologico, oltre che storico, naturalistico e paesistico, tanto da essere considerati tra i luoghi più belli dell’intera Valle: Rifesi e Scirtea – Cristia o Gristia. I due siti sono stati citati da Diodoro Siculo nelle guerre servili.

Le fonti storiche ricordano come dopo l’anno 1032, quando i Musulmani si divisero la Sicilia, ad Aly Bincema, detto Bissilhavussi, toccò Castrogiovanni, Girgenti e tutta la costa meridionale dell’isola. A lui succedette Achmet, il quale, sconfitto dai Normanni, si arrese al vincitore convertendosi alla fede cristiana. Achmet, diventato cristiano, prese lo stesso nome di Ruggero in onore del suo padrino il conte Ruggero ed il cognome Burgio dalla terra da lui posseduta. Intorno alla prima metà del 1300 la baronia di Burgio passò sotto il controllo di Corrado di Antiochia, conte di Mistretta e di Caltabellotta, che fu spogliato dei suoi beni dopo essersi ribellato, nel 1337, agli Aragonesi.

SUPERFICIE: Kmq 43

DISTANZA DAL CAPOLUOGO: Km 69

ABITANTI: 3.540 (Burgitani)

MUNICIPIO: Via Francesco Crispi 1; Tel 092565011; Fax 092565007;

MONUMENTI E OPERE D’ARTE A BURGIO

  • Castello
    E’ di notevole pregio per antichità ed architettura medievale. A giudicare dalla massa stereometrica del complesso archietettonico, è da collocare in età normanna e precisamente nella seconda metà del secolo XII. Presenta la forma di un parallelepipedo con la base rettangolare. Ha nitido il paramento murario di pietre murate quasi a secco con conci quadrati ai cantonali e consta di due piani, uno incompleto ed uno rovinato.

 

  • Castello di Cristia
    In alto, appollaiato sulla cresta del Monte Cristia (514 m. s.l.m.), quasi a picco sul fiume Sosio, sono evidenti gli informi avanzi di alcune torri, secondo gli storici restava situata una città sicana, Scirtea, nel nome corretto e trasformato in Acristia o Cristia. La località assunse un ruolo di primo piano nella storia siciliana del XIV sec., caratterizzata dalle lotte di “parzialità” tra Latini e Catalani. Cristia fù distrutta da Federico Chiaramente nel XV sec.

 

  • Chiesa Madre
    E’ dedicata S. Antonio Abate, patrono di Burgio. Il suo assetto può farsi risalire al periodo Normanno. E’ un bellissimo tempio a tre navate, decorato con stucchi indorati. La volta è un alternarsi di affreschi con storie della Genesi attorno al rilievo dell’Eterno; nelle decorazioni a stucco fra cariatidi e angioletti compaiono nuovamente le immagini delle sibille accanto alla figura del Precursore. All’albero di Jesse di tradizione medievale qui è sostituita la Madonna dell’Itria, portata in gloria da due fedeli”. Ha una porta laterale ornata di un bellissimo arco a pilastri con bassorilievi; sotto la volta dell’arco vi è un pregevole bassorilievo rappresentante la Madonna fra due santi: S. Antonio Abate e S. Nicasio, della famiglia Burgio, primi signori del paese. Nell’interno della chiesa sono notevoli anzitutto la cappella Madonna di Trapani, opera di Vincenzo Gagini (1596), mentre gli stucchi della stessa cappella sono di Orazio Ferraro. Pregevole è la portantina lignea policroma sui cui viene posto, durante il tragitto dal paese al santuario, il famoso Crocifisso del monastero di Rifesi. Nella navata sinistra si conserva una preziosa icona bizantina rappresentante la Madonna della Consolazione.

 

  • Chiesa di S. Luca XVII sec.
    La chiesa è ad unica navata con il portale d’ingresso dalla linea molto semplice di stile rinascimentale. Nel presbiterio è collocata la statua di S. Luca, posta al di sopra di una ricchissima vara. Per la profusione e l’eleganza degli ornati ad intaglio e delle dorature, il Di Marzio la crede opera del Passalacqua di Chiusa S.

 

  • Chiesa di S. Maria delle Grazie
    Si trova nella parte alta del paese ed è aggregata all’ex monastero dei frati riformati. Venne costruita intorno al XVII secolo. La chiesa è arricchita da stucchi di particolare interesse vi si trova la statua di S. Anna, opera di Vincenzo Gagini. Di notevole importanza è il chiostro interno a pianta quadrangolare con colonne cilindriche a capitello dorico rinascimentale, sui quali si scaricano archi a tutto sesto.

 

  • Chiesa di S. Giuseppe
    E’ stata edificata nel 1623. L’interno si presenta ad un unica navata ricca di cornici e stucchi, il tutto è armoniosamente in stile barocco. Sulla volta a botte è dipinto il paradiso, di autore ignoto. Sulle pareti laterali sono affrescate scene bibliche riguardanti la vita della Sacra Famiglia. Una curiosità è costituita dal campanile cuspidato e decorato con maiolica policroma di produzione locale.

 

  • Chiesa Maria SS. Immacolata o “Motta”
    L’origine di questa chiesa è controversa e curiosa; sembra che sia stata fatta costruire da un signore musulmano di nome Motta, convertitosi al cristianesimo. Alcuni affermano, invece, che derivi dal fatto che un cavaliere, passando per la strada che costeggia la chiesa, abbia incrociato una cappella. Lo stesso, non degnò nemmeno di un saluto la sacra immagine, cosa che invece fece il cavallo, il quale si piegò con grande meraviglia dei testimoni. La chiesa è ad unica navata con un portale semplice, superiormente sovrastato da una finestra di forma rettangolare. Sul lato destro si erge un campanile simile a quello della chiesa di S. Giuseppe. Negli anni ‘70 il tetto a cassettoni, a causa di un crollo, è andato in parte distrutto.

 

  • Chiesa del Carmelo e monastero
    L’interno è ad un’unica navata ed offre un ricco esempio di equilibrata e armoniosa architettura Settecentesca. Il monastero, dopo la soppressione dei beni ecclesiastici, fu adibito a scuola; esso presenta inoltre, una pianta quadrangolare con un chiostro interamente decorato. All’interno della chiesa si trova un piccolo fonte battesimale sormontato da un dipinto del burgitano Antonino Smeraldi che raffigura S. Giovanni intendo a battezzare. La chiesa custodisce la statua della Madonna della Pace e l’urna con il Cristo morto che viene portato in processione il Venerdì Santo.

 

  • Chiesa della Misericordia
    E’ la chiesa più antica dopo la Madrice (1175). La chiesa custodisce quadri del pittore burgitano Giuseppe Miceli e altri di un certo De Simone. La chiesa, inoltre, conserva la statua della Madonna Addolorata portata in processione il Venerdì antecedente il Venerdì Santo.

 

 

  • Chiesa Maria SS. delle Grazie o Garella
    Nel 1640 P. Diego Turano ebbe in dono da alcune monache di Roma un’immagine della Madonna, che a sua volta regalò ai suoi compaesani, i quali, in riconoscenza dell’affettuoso gesto, eressero la chiesa.

 

  • Chiesa S. Rocc
    Venne costruita nel 1623, ed aperta in occasione dell’usanza della tradizionale festa dei Virgineddi. La costruzione è caratteristica in quanto si trova sopraelevata rispetto alla strada.

 

  • Chiesa di S. Vito
    E’ ad unica navata e presenta caratteri barocchi. Annesso alla chiesa vi era un monastero, oggi utilizzato come edificio municipale, dove operò padre Domenico Arcuri. Ammirevole è la statua titolare scolpita da Antonello Gagini (1522). L’Amico, viceversa, afferma che la statua lignea del Santo è di Serafino Ciambri; la stessa è collocata in una bara piramidale in oro zecchino simile a quella di S. Luca.

 

  • Chiesa di S. Caterina o Badia
    La costruzione risale al 1540, con l’annesso monastero. La volta è a botte. Il monastero, oggi “Istituto S. Caterina di Lourds” sede delle Suore Cappuccine della B.V. di Lourds.

 

  • Convento dei Padri Cappuccini
    Il 3.2.1634 Si tratta di un magnifico caseggiato, addossato alla chiesa. Il convento fu sede di studi teologici e filosofici. La chiesa è ad unica navata, con grande presbiterio adorno di balaustre, altare in legno ed un grande quadro del 1600 opera dello Zoppo di Gangi. Sul lato sinistro si trova la cappella con l’Ecce Homo, dove la tradizione vuole pregasse il venerabile Andrea. Dietro l’altare veniva conservata una cassetta contente gli strumenti di penitenza di Fra Andrea, trasferito successivamente nella Chiesa Madre. Di particolare bellezza sono le

 

  • Santuario di S. Maria di Adriano
    Il Santuario si trova a metà strada tra Burgio e Palazzo Adriano e fu eretto da re Ruggero, il quale, fu miracolato durante una battuta di caccia aòl cinghiale. Il monastero fu eretto dai di padri Cassinesi (1166 – 1189).

 

  • Santuario Maria SS. di Rifesi Il Rifesi, Refesium e Refesius
    è una regione montuosa e boschiva a nord ovest di Burgio, celebre nella storia della seconda guerra servile, in quanto, in quel luogo gli schiavi si diedero convegno. La chiesa fino a qualche decennio addietro presentava degli stucchi ed alcune iscrizioni molto singolari che si fanno risalire ad una scuola siculo-normanna; (Di Marzio), oggi, non sono più leggibili, in quanto con l’ultima tinteggiatura delle pareti sono state cancellate interamente. Addossato alla Chiesa, in condizioni vetuste, si erge un meraviglioso monastero.

Nel Santuario di S. Maria del Rifesi, la seconda domenica d’agosto, alle prime luci dell’alba, migliaia di pellegrini provenienti da Burgio, Caltabellotta, Villafranca e Lucca Sicula sui mezzi di locomozione più svariati, attraversando i boschi dell’unica strada in terra battuta, arrivano al santuario per venerare il miracoloso Crocifisso, opera di un pastore che lo scolpì da una quercia col filo del suo coltello.

Il toponimo Rifesi è da mettere in relazione con dei monaci provenienti da una località della Terra Santa (abbazia siriana di S. Trinitas di Repet o Repelt), a cui nel 1188 il vescovo di Agrigento concesse l’autorizzazione ad insediarsi su queste terre con tutti i diritti ad essi spettanti.

Il Camposanto fu costruito nel 1882 nella sirba (giardino) dell’ex convento dei Cappuccini, ed è tenuto in modo ammirevole, racchiude molti artistici monumenti funerari.

Area attrezzata della Menta Grande interesse mostra tale area, costituita da conifere con una ricettività di n. 150 persone.

 

TRADIZIONI E FESTE A BURGIO:

Fiera (28 e 29 agosto)

Settimana Santa

La domenica di Pasqua

Antonio Abate I virgineddi (domenica seguente al 17 gennaio)